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Adulterio
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Lmwcg'mwcwadulterio (dal mwdalatino mwdqadulterare, corrompere) è una relazione mwdgsentimentale o mwdwsessuale fra due persone delle quali almeno una già mweaconiugata con un'altra persona, consistendo quindi in una mweqviolazione della fedeltà coniugalecite-ref-1[1].

Contents

Note

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Etimologia umana

Il nesso etimologico è combattuto tra due tesi:

1. mwgwAd alterum come andare verso un altro, verso qualcosa/qualcuno di diverso dal legittimo coniuge;
2. mwhqAd alterum come cambiare, adulterarsi, diventare diversi, come a dire che dopo l'adulterio non si è più come prima.

Quindi secondo l'etimologia anche andare con prostitute sarebbe da considerarsi adulterio, mentre in passi biblici (Levitico 18:20) l'adulterio con schiave e in generale donne non libere, non comprendeva la pena di morte, ma solo una forte espiazione di peccati. E per fornicazione s'intendeva proprio evitare il concubinato, e vari tipi di relazione tra cui l'abbandonare il proprio marito per un soldato romano ricco ad esempio (cosa diffusa al tempo dei giudei), o gli incesti.

L'adulterio nella Bibbia

Nella mwigBibbia l'adulterio, considerato un peccato, indica un qualsiasi mwiwrapporto sessuale volontario di una persona con altri al di fuori del mwjavincolo coniugale. Quando una persona sposata ha rapporti sessuali con chiunque non sia il proprio coniuge, la mwjqfornicazione equivale all'adulterio.

L'adulterio è proibito nella Bibbia perché viola il concetto della mwjwsantità della mwkafamiglia e del matrimonio (Esodo 20:14; Deuteronomio 5:18). Più specificatamente questo peccato è descritto in Levitico 18:20 mwkq"Non avrai relazioni carnali con la moglie del tuo prossimo per contaminarti con lei". Nell'Antico Testamento questa infrazione è considerata tanto grave da meritare la morte (Levitico 20:10).

In Deuteronomio 22:22 non è prescritto il modo in cui vada punita l'adultera, sebbene in Ezechiele 16:40; 23:43-47 si menzioni la lapidazione come l'appropriato castigo. Così pure in Deuteronomio 22:23,24:

«

Se una fanciulla vergine è fidanzata, e un uomo trovandola nella città, si sarà giaciuto con lei (avrà privato il fidanzato della verginità della "futura" moglie), siano ambedue condotti fuori della porta della città e siano lapidati, finché muoiano: la fanciulla, perché, pur trovandosi in città, non ha gridato, e l'uomo perché ha violato la donna del suo prossimo. Togli così il male di mezzo a te.

»

(

Dt 22,13-21

, su

laparola.net

.

)

mwlq Varie indicazioni nella tradizione giudaica suggeriscono come a volte questo castigo sia stato inflitto con lo strangolamento.

Dato che la pena di morte poteva essere inflitta su una persona "colta in flagrante adulterio" (Giovanni 8:4), la donna sospettata dal marito d'aver commesso adulterio doveva essere sottoposta a un'mwlwordalia per stabilire la sua innocenza o essere manifestata come peccatrice da un giudizio divino (Numeri 5:11-31).

Sebbene l'adulterio sia condannato dalla legge divina come una trasgressione molto grave (Giobbe 31:9-11), essa non poteva essere estirpata, e sia uomini sia donne ne erano spesso trovati colpevoli (Giobbe 24:15; 31:9; Proverbi 2:16-19; 7:5-22). Persino mwmqDavide si rende colpevole d'adulterio con Betsabea, sfociando nell'omicidio del rivale (2 Samuele 11:2-5), ma egli se ne ravvede sinceramente (Salmo 51:1 ss). L'adulterio affligge il paese soprattutto per l'influenza di profeti e sacerdoti immorali (Geremia 23:10-14; 29:23).

È solo grazie alla parola di Gesù Cristo, e alla conseguente evoluzione della Bibbia nel Nuovo Testamento, che la lapidazione viene bandita definitivamente dalla religione cristiana: mwmw"Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?…Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei." (Giovanni 8:5,8:7)

Sebbene la Bibbia consideri solo la trasgressione di fatto del comandamento della mwnqcastità matrimoniale, la legge cristiana condanna pure le pratiche adultere commesse dall'occhio e dal cuore (adulterio virtuale, cfr. Giobbe 31:1,7). È soprattutto mwngGesù Cristo che mette in evidenza questo "adulterio virtuale" nel mwnwDiscorso della Montagna (Matteo 5,27-28), dove lo equipara a un adulterio di fatto.

Il mwoqprotestantesimo interpreta i dati del mwogVangelo in maniera più larga della mwowChiesa cattolica:

• per i protestanti quando mwpgGesù contesta le pratiche di divorzio molto facili del suo tempo, basate sull'interpretazione molto liberale di mwpwHillel di mwqaDeuteronomio 24:1-3, egli ne eccettua l'adulterio come legittima causa di divorzio, appoggiando così la scuola più rigorosa di mwqqShammai, che limitava il divorzio come conseguenza dell'adulterio.
• la Chiesa cattolica non condivide questa interpretazione, ritenendola basata su un'interpretazione non esatta di mwqwMatteo 19,9cite-ref-2[2]: tale passo stabilisce un'eccezione e, apparentemente, una permissione del divorzio, ma solo nel caso di un'unione illegittima, e non nel caso dell'adulterio.

A causa della corruzione morale della creatura umana, l'adulterio sembra così essere qualcosa di insopprimibile. È per questo che il Nuovo Testamento spesso ammonisce a non cadervi (1 Corinzi 6:9; Ebrei 13:4; Giacomo 4:4).

Grecia antica

Nell'mwtaAntica Grecia, era fondamentale la divisione in mwtqclassi sociali fra uomini liberi e mwtgschiavi. Un uomo ateniese si sposava con una donna libera per avere mwtwprole legittima, ma oltre alla moglie poteva avere anche una concubina e una cortigiana, che erano delle schiavecite-ref-3[3]. Solo la relazione con una donna libera era considerato un crimine e veniva chiamata mwvamoicheia (μοιχεία). Le Leggi di mwvqDracone stabilivano che il reato di mwvgomicidio doveva essere riconosciuto da un tribunale; tuttavia vi era l'eccezione dell'"omicidio giusto"cite-ref-4[4]: in caso di relazione extra-coniugale della moglie, della figlia, della sorella, della madre o della concubina, al cittadino ateniese era consentito ucciderla, se colta in flagranza di reatocite-ref-5[5]. L'orazione di mwxwLisia "mwyaPer l'uccisione di Eratostene" (mwyqV secolo a.C.) pronunciata in difesa del cittadino ateniese Eufileto dall'accusa di omicidio premeditato, da parte dei parenti dell'ucciso, Eratostene di Oe. La strategia difensiva adottata dall'autore è semplice ed efficace: dimostrare la legittimità dell'omicidio, in quanto rientrante nel "φόνος δίκαιος" (mwygphonos dikaios), ossia mwywdelitto d'onore, previsto dalla legge di mwzaDracone, sostenendo che l'accusato abbia compiuto tale gesto a causa della relazione adulterina stretta da Eratostene con la moglie di Eufileto.

L'adulterio nel diritto romano

Nel mwzwdiritto romano l'adulterio della moglie era previsto come mwaareato ed era punibile, in età regia, con la mwaqpena di morte per mano del marito o dei familiari maschi.

In seguito, si hanno controverse interpretazioni delle previsioni in mwawetà repubblicana, mentre con mwbaAugusto fu emanata la mwbqmwbgLex Iulia de adulteriis coercendis (mwbw18 a.C.) per la quale il marito adultero era punito con sanzioni pecuniarie, comportanti la restituzione della mwcqdote, se dal fatto derivava il mwcgdivorzio.

Per la moglie adultera invece, la prospettiva era assai diversa. Se colta in mwdaflagrante adulterio dal padre, questi poteva ucciderla insieme con l'amante, qualunque fosse il suo lignaggio o carica pubblica. Il marito poteva uccidere solo l'amante e solo in mwdqflagranza, mentre al padre non era consentito uccidere l'amante senza uccidere contemporaneamente anche la figlia fedifraga. Per la flagranza, il marito aveva l'obbligo del mwdgdivorzio, in caso contrario sarebbe stato accusato di mwdwmweacrimen lenocinii, con attribuzione di presunta complicità e mweqfavoreggiamento in adulterio.

Entro due mesi dal divorzio, il marito poteva richiedere che si aprisse un mwewgiudizio penale (mwfaquaestio) dinanzi a giurati (mwfqaccusatio adulterii iure mariti). Dopo i 60 giorni il diritto a proporre l'azione spettava al padre dell'adultera (mwfgaccusatio adulterii iure patris) e decorso un termine ulteriore, chiunque purché mwfwcittadino poteva proporre l'accusa (mwgaaccusatio publica adulterii iure extranei). La pena prevista sarebbe stata (sono stati sollevati dubbi) esclusivamente monetaria e avrebbe riguardato la mwgqconfisca di parte della dote e dei mwggparafernalia, mentre all'amante era confiscata la metà del suo mwgwpatrimonio.

In età successive fu ripristinata la condanna a morte, confermata da mwhqGiustiniano, mentre il diritto ad agire fu ristretto ai soli familiari.

Nel diritto canonico

La Chiesa d'Oriente in questo passo nel senso che è lecita la separazione nel caso di un'adulterio continuativo, non di singoli episodi. Anche il mwiaConcilio di Trento afferma nei suoi canoni:cite-ref-6[6]

«Se qualcuno afferma che la Chiesa sbaglia quando ha insegnato o insegna secondo la dottrina del Vangelo e degli Apostoli che il vincolo del matrimonio non può essere sciolto per l'adulterio di uno dei coniugi e che nessuno dei due, nemmeno l’innocente che non ha dato motivo all'adulterio, può contrarre un altro matrimonio durante la vita dell’altro, e che il marito che ripudia una moglie adultera e si sposa di nuovo e la moglie che ripudia il marito adultero e si sposa di nuovo sono entrambi colpevoli di adulterio, sia anatema.»

(Concilio di Trento, sessione XXIV, canone 7 (DH 1807))

Tuttavia, secondo mwjwCharles Journet, la stessa sessione ricordò con insistenza, per chi vuole essere fedele all'insegnamento di Gesù e san Paolo, che "il vincolo del matrimonio non può essere sciolto a causa dell’adulterio di uno dei coniugi; che nessuno dei due, neppure il coniuge innocente, non responsabile dell’adulterio, può, vivente l’altro, contrarre nuovo matrimonio; che commette adulterio il marito che, separatosi dalla moglie colpevole, ne sposa un’altra, o la moglie che, separatasi dal marito colpevole, ne sposa un altro".cite-ref-7[7] La nullità si configura quando la volontà di tradire era già radicata in uno dei due nubendi fin dal momento della celebrazione del matrimonio, ad esempio se uno dei due coniugi aveva già un amante prima di sposarsi.cite-ref-8[8] L'esclusione dell'obbligo di fedeltà coniugale, vale a dire l'attribuirsi un diritto a commettere adulterio anche dopo il matrimonio, è uno dei vizi del consenso che configura la nullitàcite-ref-9[9]; il tradimento sessuale, seguito dal pentimento e dall'mwnaassoluzione confessionale non rientra in questa casistica. Le intenzioni sono più importanti dei fatti: se il coniuge infedele, in vista del matrimonio, aveva deciso di porre fine alle sue relazioni extraconiugali, il matrimonio rimane valido anche in caso di tradimento successivo.cite-ref-10[10]

L'adulterio nell'Islam

Nell'Islam l'adulterio è un mwpapeccato molto grave, tanto da prevedere la pena di morte a mezzo della lapidazione. I riferimenti nella legge islamica sono da ricercarsi sia nel mwpqCorano, il libro sacro dei musulmani, che contiene le rivelazioni di Allah a Maometto e fissa la raccolta delle regole divine nel codice della mwpgmwpwSharia, sia nella mwqamwqqSunna, che esprime il pensiero autentico del Profeta (attraverso i ‘detti’ del Profeta, gli mwqgmwqwʾaḥādīth) e include la definizione di specifiche fattispecie e la condotta da tenere al riguardo.

Dal mwrqCorano (4-15): mwrgSe le vostre donne avranno commesso azioni infami (fornicazione o adulterio) portate contro di loro quattro testimoni dei vostri. E se essi testimonieranno, confinate quelle donne in una casa finché non sopraggiunga la morte o Allah apra loro una via d'uscita.

Dalla Sunna:

mwsq"Gli ebrei giunsero dal messaggero di Allah e gli dissero che un uomo e una donna dei loro avevano commesso adulterio… Il profeta diede allora l'ordine che entrambi fossero lapidati." (Hadith Sahih Bukhari, Volume 56, Hadith 829)

Bukhari (9,83,17): mwswNarrato da ‘Abdullah: L'Apostolo di Allah disse, "Il sangue di un Musulmano che confessa che nessuno ha il diritto di essere adorato se non Allah e che Io sono il suo Apostolo, non può essere sparso se non in tre casi: in caso di omicidio, una persona sposata che partecipa in un atto sessuale illegale e colui che abbandona l'Islam (apostata) e lascia i Musulmani."

mwtq"Abu Qilaba disse, "Non è permesso uccidere una persona nell'Islam eccetto che in tre casi: che sia sposata e commetta adulterio, che abbia assassinato qualcuno, o che muova guerra contro Allah e il suo profeta." (Sahih Bukhari, Volume 60, 134)

A differenza di altre religioni, l'islam non ha però subito alcuna evoluzione rispetto alle scritture originali.

A tutt'oggi, in alcuni mwuapaesi a prevalenza islamica vige la pena di morte per gli adulteri. E quando non lo prevede l'ordinamento giuridico nazionale ufficiale, spesso sono i tribunali locali a emettere la sentenza. Secondo la legge islamica, per raggiungere la prova della colpevolezza dell'adulterio vi devono essere quattro testimoni concordi. La lapidazione viene praticata con l'uomo interrato fino alla vita, e con la donna fino al petto, con pietre non troppo piccole da risultare innocue, né troppo grandi da abbreviare la sofferenza del condannato.

L'adulterio nel vecchio diritto italiano

"Come spiegherà lo stesso mwuwZanardelli, nella presentazione al Re del progetto definitivo di mwvaCodice, in molti preferirebbero (...) non punirlo: «i legislatori non poterono dimenticare quanto diversi e quanto radicati nell'umana natura siano i moventi di questo in confronto ad altri delitti […]. Non poterono dimenticare i differenti modi di apprezzare l'infedeltà coniugale che la storia dei popoli ci presenta […]; le leggi fatali del cuore umano di fronte alla indissolubilità di unioni infelici, create spesso da volontà inconsapevoli; la massima che vieta di scagliare la pietra ove per universale coscienza sono così facili le debolezze e i trascorsi; le colpe di cui per lo più non è scevro il coniuge offeso e che fanno a lui risalire le cause della toccata infedeltà». Ma, nel contempo, è un fatto «troppo grave» perché il Codice non se ne occupi: «all'offeso – scrive Zanardelli – toglie beni di gran lunga più preziosi che non siano gli averi, la salute, l'esistenza medesima, oltre ad essere non di rado terribile cagione di altri delitti coi quali alla vita stessa direttamente si attenta»"cite-ref-11[11].

L'art. 559 del mwwgCodice penale del 1930 stabiliva che:

«La moglie adultera è punita con la

reclusione

fino a un anno. Con la stessa pena è punito il correo dell'adultera. La pena è della reclusione fino a due anni nel caso di relazione adulterina. Il delitto è punibile a

querela

del marito.»

La mwxqCorte costituzionale è intervenuta con la sentenza n. 126 del 19 dicembre 1968cite-ref-12[12] dichiarando l'illegittimità costituzionale del primo e del secondo comma, ritenuti mwygdiscriminatori sulla base dell'art. 29 che stabilisce l'«eguaglianza morale e giuridica dei coniugi». Allo stesso modo, con la sentenza n. 147 del 3 dicembre 1969cite-ref-13[13] la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del terzo e del quarto comma.

Nel mondo

In India

Il 27 settembre 2018, la mw0gCorte Suprema di mw0wNuova Delhi ha dichiarato incostituzionale il reato di adulterio, abrogando l'art. 497 del codice penale, risalente all'era colonialecite-ref-amnesty-27sett18-14-0[14]cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]. La norma recitava:

«Adultery.

1. Adultery.--Whoever has sexual intercourse with a person who is and whom he knows or has reason to believe to be the wife of another man, without the consent or connivance of that man, such sexual intercourse not amounting to the offence of rape, is guilty of the offence of adultery, and shall be punished with imprisonment of either description for a term which may extend to five years, or with fine, or with both. In such case the wife shall not be punishable as an abettor.»

(Codice penale indianocite-ref-indian-penal-code-17-0[17])

Era previsto il reato di adulterio per l'uomo che avesse avuto una relazione sessuale con la moglie di un altro uomo, senza il consenso tacito o esplicito di quest'ultimocite-ref-amnesty-27sett18-14-1[14].
La pena prevista era fino a un massimo di cinque anni di reclusione, e non era applicabile alla donnacite-ref-indian-penal-code-17-1[17].

Note

cite-note-11. Dalma Heyn,mw9qIl silenzio erotico delle mogli.Storie di infedeltà femminile,Frassinelli, 1994, Milano.
cite-note-22. mw-qmw-gmw-wMt 19,9, su mw-aLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-33. «Noi ci teniamo le cortigiane (hetàiras) per il nostro piacere, le concubine (pallakàs) per la cura quotidiana del nostro corpo, le mogli (gynàikas) per la procreazione di prole legittima, e per avere una fida custode del focolare». mwaqaDemostene, Processo a una cortigiana (Contro Neera), Marsilio Editori, a cura di Elisa Avezzù, § 122
cite-note-44. Demostene, mwaqqContro Leptine (XX), 158.
cite-note-55. mwaqgmwaqkmwaqoL'omicidio nell'antica Grecia: le leggi draconiane, su mwaqsgiulianoconconi.wordpress.com.
cite-note-66. mwaq8mwaramwareL’esortazione apostolica Amoris laetitia: una critica teologica - 29 giugno 2016, su mwariwww.unavox.it. mwarmURL consultato il 13 febbraio 2025.
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cite-note-88. mwar8Arnone e Sicomo, mwasamwaseAnnullamento matrimonio religioso: come ottenerlo?, su mwasiArnone & Sicomo, 26 giugno 2019. mwasmURL consultato il 13 febbraio 2025.
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Voci correlate

• mwayoDivorzio
• mway4Lussuria
• mwazaMatrimonio
• mwaziMonogamia
• mwazqPoliamore
• mwazyPoligamia

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itadulterio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdss(IT, DE, FR) Adulterio, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) adultery, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Adulterio / Adulterio (altra versione), in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Adulterio, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.